Secondo il test del politometro proposto da Repubblica la mia posizione politica è esattamente sovrapponibile a quella di Bertinotti, nessuno novità per quanto mi riguarda, non avevo certo bisogno di questo test per verificare le convinzioni politiche.
Mai come in questa occasione sono tentato di non andare a votare. Dopo l'ultima esperienza di governo di centro sinistra, dopo la truffa del Partito Democratico pepretata sulle spalle di tutta la sinistra, dopo un mese di campagna elettorale sono sempre più convinto che difficilmente in Italia potrà cambiare qualcosa con questa classe politica il cui unico obiettivo serio è quello di mantenere e consolidare i propri privilegi. Se fra i candidati leader non ci fosse un uomo come Berlusconi sicuramente non andrei a votare. Fra ricadere il paese nelle mani del cavaliere concentrando ancora una volta in un solo uomo il potere economico, politico e dell'informazione è quanto di più disastroso possa accadere in Italia. Abbiamo già avuto un assaggio nella precedente legislatura di che cosa sia capace Silvio Berlusconi per mantenere e consolidare il proprio potere. Censura dei mezzi d'informazione, leggi tagliate ad hoc per la propria persona, clientelismo dei più sfrenati e senza nessun riguardo per il paese e per le classi più deboli. Senza contare che Silvio Berlusconi porterà al governo ancora una volta gli eredi del fascismo e soprattutto un partito come la Lega il cui unico obiettivo è dividere l'Italia ed eventualmente creare un altro stato come la Padania. Questi sono gli unici motivi che mi spingono ad andare a votare e naturalmente votare più a sinistra che si può anche se oggi la parola sinistra ha perso tutto il suo grande significato. Un gioco in cui si sono fatti trascinare tutti i leader storici, Bertnotti compreso, in un gioco revisionista che tenta di mettere sullo stesso piano fascismo e comunismo. Un paragone improponibile in Italia, fuori dal tempo e dalla storia. Forse può essere giusto mettere da parte certi simboli del passato che hanno fatto il loro tempo, ma gli ideali no quelli sono ancora solidi e validi qualora qualcuno si prendesse la briga di metterli in pratica seriamente. Utopia.
Con la candidature il bluff ed il tradimento del Partito Democratico è ormai palese e chiaro: Veltroni ha spostato definitvamente l'asse dell'ex più grande partito della sinistra italiana non al centro ma bensi' a destra. Il terreno per un accordo con Berlusconi e l'omonimo partito Pdl è ormai pronto. L'inserimento nelle liste elettorali di certi personaggi era l'ultimo tassello mancante a questo tradimento annunciato all'evidenza del quale anche gli ultimi irriducibili devono rassegnarsi.
Candidature come quella del generale Del Vecchio, del perfetto Sena, del questore Serra ed ultimo in ordine di tempo ma il più eclatante e scandaloso della seria, quella del capo di Federmeccanica Calearo, hanno definitvamente spostato Veltroni e la sua ciurma sullo stesso asse di Berlusconi e suoi pirati. Come può un partito nato dalle tradizioni della sinistra italiana, nato per difendere i diritti dei lavoratori, i diritti dei ceti sociali più deboli annoverare nelle sue file personaggi del genere. Come può un partito che si definisce ancora di sinistra essere rappresentato in parlamento da personaggi come Calearo che ha costretto i metalmeccanici a oltre 50 ore di sciopero per strappare 100 euro di aumento sui loro salari. In questi giorni i telegiornali e i mass media ci tartassano con il problema del potere d'acquisto dei nostri stipendi, con le famiglie che non arrivano alla terza settimana, con i prezzi che aumentano senza controllo, con l'inflazione che viaggia a ritmi non più sostenibili, e Veltroni come pensa di risolvere questi problemi ? Con un generale, con qualche imprenditore e con un rappersentante forte della controparte dei lavoratori, uno di quei personaggi cioè che ha contribuito con la sua azione a mantenere sotto la soglia della povertà milioni di famiglie. Qualcuno ancora crede in questo progetto ?
Ora che i porgammi elettorali dei due principali contendenti alle prossimi elezioni, Berlusconi e Veltroni, sono noti entrambi, finalmente gli italiani sono a conoscenza su cosa dovranno decidere. Il punto di scontro è nientepopodimenoche' ... il Ponte di Messina. Si avete letto bene. Non l'economia che va a rotoli. Non i redditi che sono stati sallassati prima da Berlsuconi con la gestione dell'euro e poi da Prodi per rimettere in sesto i danni causati dal centrod estra. Non il lavoro che ormai si basa quasi esclusivamente sul precariato. Non sulle tasse che tutti vogliono ridurre ma non si sa come. Non sull'energia considerato che entrambi vogliono nucleare e rigassificatori, una sciagura per il paese. Tanto meno una legge elettorale seria che possa definirsi tale.
No niente di tutto questo, lo scontro reale sarà sul Ponte di Messina, l'unica vera differenza fra il programma di Silvio e quello di Walter. Il primo torna all'attacco, considerato tutte le promesse fatte alla mafia per un'occasione storica di fare quattrini ai danni dello Stato. Il secondo dice con forza No al ponte, considerato che in Sicilia i problemi sono altri e di più rilevante importanza per quella regione. Insomma qui la differenza è netta e chiara su tutto il resto, su tutti gli altri problemi di questo paese, le differenze, se ci sono, sono molto sfumate e molto interpretabili. Insomma andremo sapendo che chi vota Berlusconi lo fa sapendo che magari fra venti anni potrà arrivare a Messina guadagnando ben 30 minuti rispetto al tempo impiegato attualmente. Chi invece voterà Veltroni sarà condannato sempre a quell'affascinante attraversamento dello stretto con il Ferry Boat come si chiamava una volta. Siamo sicuri che i voti inutili e dispersi saranno quelli che gli italiani dirotteranno sui partiti minori come sostengono i fidanzatini d'Italia ? Meditate gente meditate.
Se qualcuno aveva ancora dubbi del tradimento a sinistra perpetrato dai fari D'Alema, Fassino, Veltroni con la costituzione del Partito Democratico, ora è servito. Con la candidatura di Veronesi come capolista in Lombardia del PD le ultime riserve sono state spazzate via con un rapido colpo di spugna. Oltre cinquantanni di storia del Partito Comunista e dei Democratici di Sinistra cancellati con tanti colpi di spugna in cui la candidatura dell'oncologo milanese alle prossime elezioni non sono altro che l'atto finale che sancisce un percorso veramente indegno. Spazzati via simboli sostituendo falce e martello con un anonimo tricolore (senza mancare di rispetto alla nostra gloriosa bandiera naturalmente, raschiato via il rosso fuoco simbolo di tante lotte operaie con un verde del tutto uguale al colore dei secessionisti della Lega, calpestati ideali nei quali tante persone hanno creduto con l'affiliazione di un partito di centro come la Margherita e con l'annessione di un partito come l'Italia dei Valori. In questo percorso sciagurato la candidatura di Umberto Veronesi è solo l'ultimo atto di un processo scellerato che ha portato alla costituzione di un partito che pretende ora di difendere gli interessi di un barone della medicina come Veronesi e degli operai di torino sfruttati e massacrati per le logiche del più sfrenato capitalismo. Bertinotti l'ha detto chiaro e tondo, un partito non può difendere allo stesso tempo gli interessi degli imprenditori e dei suoi operai, è fuori da ogni logica. Ed ora oltre agli imprenditori abbiamo anche i baroni della medicina, quelli che fanno soldi sulla pelle della gente, quelli che mandano in malora la sanità pubblica per i loro interessi. Insomma il Partito Democratico sta diventando un'accozzaglia di personaggi con l'unico obiettivo di ramazzare voti da qualunque parte provengano.
Giornata intensa quella di ieri per la campagna elettorale, una giornata che è sembrata più una puntata di beatiful piuttosto che un momento dell'avvicinamento alle elezioni. Matrimoni, separazioni, divorzi, tresche, single e chi più ne ha più ne metta. Ma andiamo con ordine. La prima notizia che scuote la giornata è quella della separazione fra Berlusconi e Casini. Il cavaliere aveva rotto gli indugi è aveva detto al bel Ferdinando “Basta ora lascia tutto e vieni ad abitare con me” Casini non si è fatto aspettare per la sua risposta ed ha fatto il gran rifiuto. “No” ha detto l'ex presidente della Camera “Io non rinnego il mio passato per venire a vivere con te, se mi ami continuiamo la nostra storia ma ognuno a casa sua” Il cavaliere non l'ha presa bene ed ora i due sono in attesa di presentarsi dal giudice per la prima sentenza di separazione. L'Italia è già divisa in due, spaccata a metà: da una parte coloro che credono in un ripensamento di Casini, dall'altra coloro invece che aspettano il divorzio definitivo. Chi vivrà vedrà. Per una relazione che si interrompe a destra ecco che ne nasce una nuova sinistra, beh insomma sinistra per modo di dire. Veltroni si accasa con Di Pietro e fa andare su tutte le furie i socialisti di Boselli. Ma si sa, Veltroni non è completamente libero nelle sue scelte. Il suo matrimonio segreto con Berlusconi gli impedisce di effettuare scelte senza l'appoggio del cavaliere. Silvio si sa, quando intravede il rosso diventa una iena, e allora ecco che il cavaliere ha detto a Veltroni “Di Pietro va bene ma Boselli no quello è un comunista”. E così ieri Veltroni, piangendo (non per aver lasciato il comune di Roma ma per non poter accasarsi con Boselli), ha annunciato la sua nuova relazione con l'Italia dei Valori.
A sinistra invece si fanno sempre cose alternative e così ecco il triangolo. Bertinotti, Diliberto e Pecoraro Scanio annunciano la loro convivenza che naturalmente ha scatenato le ire di Ruini ed il Vaticano. Anche loro comunque hanno rinunciato a qualcosa, al simbolo della falce e martello e così ora sarà difficile chiamarli comunisti. Questa nuova esperienza è vista con sospetto anche da Berlusconi che ora non potrà più incazzarsi in quanto nel simbolo della triade è scomparso addirittura anche il colore rosso.
Insomma alla fine della giornata il paese ha scoperto che al momento ci sono quattro candidati premier, che da destra a sinistra sono: Berlusconi, Casini, Veltroni, Bertinotti. Qualcuno ieri in uno dei tanti telegiornali ha avuto il coraggio di dire che in queste elezioni i partiti stanno attuando un processo di semplificazione. Semplificazione ? Mi sa che il giornalista era giorni che andava ad acqua e così non si è reso conto che siamo passati da due candidati premier delle ultime tornate elettorali a ben quattro. E mancano ancora 1 mese 4 settimane e 1 giorno all'eletion day, insomma tutto può ancora accadere.
Siamo a 2 mesi e 1 giorno dalle elezioni (come segnala il serpentello contatore) è vorrei scrivere un diario degli avvenimenti e del clima di queste giornate. Un clima particolare pervaso dalla sfiducia dopo che il mondo politico negli ultimi 8 anni ha completamente fallito nel governo del paese, sia da destra che da sinistra. Il centro destra prima con la gestione dell'euro e l'aumento incontrollato del deficit pubblico, il centro sinistra dopo tutto proiettato al risanamento del deficit hanno impoverito il paese e soprattutto il ceto medio. Berlusconi ha introdotto la politica dello scontro a tutti i costi e su ogni argomento ed il centro sinistra non ha saputo sottrarsi a questa vera e propria guerra scendendo sullo stesso piano del cavaliere. In questi anni la politica ha sempre più assunto l'aspetto di una vera e propria casta tesa e mantenere i propri privilegi. La campagna elettorale è iniziata in maniera veramente caotica con formazioni che nascono, si aggregano, si sfaldano, si dividono in un balletto frenetico teso alla conquista delle poltrone. Vale la pena registrare gli avvenimenti per confrontare tutto quello che viene detto e promesso in questi giorni con quella che sarà l'azione del futuro governo.
Le star di oggi sono due: Giuliano Ferrara e Padoa Schioppa.
Uno dei più grandi trasformisti del nostro paese, il giornalista Giuliano Ferrara, presenterà una lista propria il cui programma elettorale è uno solo: la moratoria contro l'aborto. Con tutti i problemi del nostro paese questo è veramente un problema di primo piano. D'altra parte non ci si può aspettare niente di meglio da un personaggio che è passato nel corso degli anni dal Partito Comunista, a quello Socialista, per finire ministro nel primo governo Berlusconi ed infine da laico passare dalla parte del cattolicesimo integralista per l'abolizione dell'aborto. Se racimolerà anche un solo voto sarà il segnale che questo paese ha ciò che si merita. Intanto il buon Ferrara, incurante anche di un minimo di etica professionale, pur apprestandosi a partecipare alle elezioni politiche continua a condurre una televisione televisiva su la 7. Il minimo che avrebbe potuto fare sarebbe stato lasciare il video, ma si vede che ha imparato bene la lezione del suo maestro il cavaliere. Altro protagonista della giornata odierna è stato l'ex ministro Padoa Scoppia che dopo mesi di favole su quel benedetto tesoretto, oggi candidamente ha dichiarato che il tesoretto non esiste. Insomma è stato tutto uno scherzo. Un bel tiro mancino ai partiti del centro sinistra. Una dichiarazione che non farà che peggiorare i sondaggi che danno perdente la sinistra rispetto al cavaliere e alle sue truppe cammellate. Dopo le sparate di Veltroni dei giorni scorsi, ecco che l'ex ministro dell'economia aggiunge benzina sul fuoco minando quel poco di credibilità che Prodi ed il suo governo ancora conservavano dopo la sfiducia. Vale la pena di sottolineare che questo giochetto del ora te lo faccio vedere, ora te lo nascondo, il tesoretto naturalmente, è stato giocato sulla pelle dei cittadini italiani che speravano in questo extra gettito per avere qualche sgravio fiscale.
Scorrendo la consueta rassegna dei blog che seguo ho letto questo post "Momento di esasperazione" di floria1405. Avevo dimenticato questa scena del film Quinto Potere e la riporto sul mio blog. Questa scena credo che si adatti bene alla situazione italiana del momento. Il cittadino italiano non può che essere incazzato nero di destra o di sinistra che sia credo che questo stato d'animo possa accumunare tutti. Qui non c'entrano i colori politici, non mi interessa di sapere se la situazione che stiamo vivendo sia stata causata dal centro-destra o dal centro-sinistra, io credo che i nostri politici, i governi che si sono succeduti in questi ultimi quindici anni, tutti indistintamente sono responsabili. Non c'è lavoro e quello che c'è per i nostri ragazzi non consente di fare programmi per il futuro. Ci dicono che l'inflazione è al 2,9% ma le famiglie italiane sanno benissimo che è il dato reale è molto più pesante. L'inflazione viene calcolata tenendo conto di un certo numero di beni di consumo, il famoso paniere, che viene rivisto periodicamente. Nell'ultima revisione è stato inserito nel paniere il navigatore satellitare, ora mi domando ma sapere che il calcolo dell'inflazione è legato al costo di un navigatore satellitare non vi fa incazzare ? A me si. L'euro prima, il petrolio dopo, hanno fatto scendere drasticamente il valore di acquisti dei nostri stipendi. Mentre chi ci governa non ha questo problema naturalmente. Anche l'Europa ci ha detto che i nostri salari sono i più bassi della comunità europea. E questo fatto non vi fa incazzare ? A me si. Il governo cade perchè in due anni chi governava ha pensato ecslusivamente a costruire un partito e perchè un ministro della giustizia è stato indagato dalla magistratura, fregandosene altamente del bene del paese. E questo fatto non fi incazzare ? A me si. Andremo a votare con una legge definita da chi l'ha pensata una porcata, perchè fra le tante truffe di questa legge toglie al cittadino il voto di preferenza lasciando tutto in mano ai partiti. Andare a votare con questa legge non vi fa incazzare ? A me si.
Potrei continuare ancora per una giornata intera, allora un invito a tutti i blogger incazzati, urliamolo non come proponeva questa scena del film del 1976 ma inserendo il filmato sui nostri blog.
Ormai gli attacchi alla legge 194 che regola l'aborto in Italia sono diventati quasi quotidiani. Dopo la proposta scandalosa di Giuliano Ferrara, che intende accomunare pena di morte ed aborto, chiesa e partiti del centro destra fanno di tutto per tentare di modificare quella legge. Oggi l'attacco è congiunto, come se ci fosse un accordo sotterraneo, da parte della chiesa e dei medici delle università romane. La Chiesa per parola del Papa afferma che la vita va difesa anche prima della nascita, i medici stilano un documento dove si dice che, qualora il feto nascesse vivo dopo un'interruzione di gravidanza, questo dovrebbe essere mantenuto in vita anche contro il volere della madre. Belle parole. Quelle del Papa sono ormai un cliché usuale e naturalmente insito nella morale cattolica, una morale che ai tempi della nascita delle legge, non si scagliava altrettanto violentemente contro chi praticava l'aborto clandestino. Quelle dei medici sono una novità nel panorama del dibattito su questa legge. Un fatto nuovo che praticamente se ne infischia dell'autodeterminazione della donna ed è indirizzata a salvaguardare esclusivamente la coscienza e la morale del medico neonatologo. Questi medici che sono sempre pronti a far prevalere la loro coscienza quando si tratta di aborto, per dimenticarla del tutto all'interno degli ospedali dove esercitano per la maggior parte senza un minimo di umanità verso chi soffre. Insomma salvaguardiamo il feto, ma calpestiamo la dignità dell'essere umano che soffre.
Il discorso comunque è trito e ritrito, ma vale sempre la pena ricordarlo quando si tenta di minare una delle leggi più sofferte del nostro paese, ma anche una delle più efficaci che ha visto diminuire negli anni la pratica dell'aborto. Nessuno ha mai pensato di utilizzare l'aborto come strumento di controllo delle nascite anche se per tanti anni è stato l'unico strumento possibile considerata l'arretratezza del nostro paese in materia. Sotto il controllo nella chiesa nessuno ha per anni potuto parlare di metodi contraccettivi, di profilattici, di pillola, ma solo di avere rapporti per avere figli oppure meglio astinenza. La legge 194 è servita anche a questo, sebbene con una immensa fatica. Insomma tutti pronti a tentare di limitare o meglio abrogare (una parola che nessuno nella chiesa e nel centro destra pronuncia, ma che in molti pensano molto intensamente) la legge che regolamenta l'aborto, ma nessuno che faccia proposte serie per fare in modo che il ricorso a questa pratica tremenda sia un evento eccezionale a cui rivolgersi solo in casi estremi. In questi casi la coscienza viene sempre messa davanti a tutto, per scordarcene, della coscienza, quando poi si tratta di problemi legati all'efficienza del nostro sistema sanitario.
Questa crisi di governo ed i suoi sviluppi non fanno che approfondire il solco che divide il mondo politico dal cittadino comune e soprattutto sono un ulteriore delusione per l'elettore del centro sinistra. Dopo i cinque anni del governo Berlusconi (2001-1006) chi ha votato a sinistra ed ha visto la vittoria, seppur risicata, di Prodi e dell'Unione sperava che immediatamente il governo si mettesse all'opera per cercare di porre rimedio almeno a qualcuno dei disastri del centro destra. E' vero c'era il deficit pauroso da sanare per rientrare nei parametri dell'europa, ma era anche il momento di intervenire immediatamente su tre fronti: le legge elettorale, la famosa porcata di Calderoli, il conflitto di interessi, per evitare che un capo del governo di trovasse nelle condizione di avere in mano potere politico, economico e dell'informazione, ed infine alcune leggi ad personam che il cavaliere si era tolto lo sfizio di mettere in pista. Ed invece il centro sinistra si è dato alle "seghe mentali" scusate il termine, fregandosene di questi problemi e mettendo in pista il Partito Democratico con un dispendio di energie non indifferente. Ed ora i nodi vengono al pettine
Che ora con Marini si riesca a fare una legge elettorale decente è quasi impossibile con tutto il centro destra sicuro di avere in pugno la ex maggioranza e quindi non avendo nessun interesse a cambiare una legge che potrebbe portarli al governo stabilmente per i prossimi cinque anni.
E' proprio di oggi la notizia dell'assoluzione di Berlusconi nel processo SME per il falso in bilancio, ma non perchè il cavaliere non abbia commesso il reato, bensì per il cavaliere ha pensato bene di depenalizzarlo durante il suo governo e quindi non è più reato.
Il conflitto d'interessi non è stato nemmeno toccato e quindi l'Italia avrà ancora una volta un presidente del consiglio padrone del paese e questa volta statene certi approfitterà ancora di più di questa ulteriore opportunità che gli viene messa su un piatto d'argento.
Insomma due anni di governo di Prodi avranno un po' rimesso in sesto il disavanzo dello stato, ma il paese è per buona parte ridotto a pezzi con salari non più adeguati al costo della vita, difficilmente si potrà andare a votare con una legge che abbia una parvenza di democrazia e che restituisca ai cittadini veramente un potere decisionale, e per concludere avremo di nuovo l'aspirante dittatore Silvio Berlusconi alla guida del paese. Tutto questo grazie ad un uomo politico che ha già fatto tutti questi danni senza sedere in parlamento: Veltroni. Un vero record.
Il miglior modo per non perdere la memoria è quello di fare una visita in uno di quei luoghi in cui è stato perpretato uno dei peggiori crimini dell'umanità. Sono stato ad Auschwitz circa 9 anni fa e non ho più bisogno di una giornata della memoria per ricordare degli avvenimenti storici che per fortuna non ho vissuto. Trascorrere un intero giorno nel campo di concentramento è come fare un salto nel tempo, come rivivere momenti drammatici che dopo rimarranno impressi per sempre non solo nella memoria, ma nel cuore nell'anima e ti fanno vergognare di appartenere all'umanità. Appena si varca quel cancello, il silenzio avvolge ogni cosa, si entra in un mondo di cui si è sempre sentito parlare ma che improvvisamente diventa vivo e reale.
Camminare in quei lugubri viali delimitati dal filo spinato ti fa sentire il dolore e la sofferenza che ancora pervade tutto il campo. E' come se fossi isolato dal tempo e dallo spazio e i turisti, i visitatori che ti cirocondano sembrano far parte di quelle ombre, di quegli essere umani ridotte a larve che popolavano Auschwitz in attesa della morte.
Si passa da un blocco ad un altro e appena varchi una porta la sofferenza ti entra nelle ossa per non abbandonarti più. Senti i lamenti, senti le grida dei bambini, senti la disperazione che ormai ha intriso ogni cosa, muri, cortili, viali, porte, non si può sfuggire. Il peso che ti opprime appena entri non ti lascerà più.
Ecco l'interno degli alloggi. Ecco quelle brande di legno che sono intrise di morte. Passi da una stanza ad un'altra e gli occhi si riempono di immagini lugubri.
Accatastate le bombolette di gas utlizzate per procedere allo sterminio di un popolo. Uno dei tanti modi utilizzati per compiere quella atrocità. I più fortunati, quelli che venivano fucilati, per somministrare anche a loro un po' di sofferenza prima della morte, era tenuti per 48 ore in stretti sgabuzzini in cui potevano stare solo in piedi. Molti non arrivavano alla fuculazione e morivano in piedi.
Un mucchio di valige con i nomi dei proprietari ti fanno sentire presente nel passato e pensi che il tempo si sia fermato in quei luoghi, che la sofferenza continui, che quelle persone siano ancora lì in attesa di essere liberate.
L'ultimo viale prima di uscire. E quando sei fuori ti accorgi di aver trascorso diverse ore con il fiato sospeso, senza respirare, il cuore fermo come a non voer disturbare il silenzio che regna in quel luogo. Un silenzio spettrale ma che ti porta nell'anima tutta la sofferenza provocata da quelle atrocità.
Quando poi ti sei ripreso, quando torni alla vita, quando il ritmo della respirazione torna normale, ti assale una nuova angoscia al pensiero che tutta quella sofferenza non è servita a niente: l'umanità non ha imparato niente, le guerre continuano, gli scontri razziali non sono terminati e il genere umano spesso ripercorre strade già battute.